AMBROGIO, GERVASO E PROTASO: Primi risultati delle analisi sulle ossa dei Santi

Milano, Basilica di Sant'Ambrogio

 

MILANO

2 OTTOBRE 2018

 

AMBROGIO, GERVASO E PROTASO:

PRIMI RISULTATI DELLE ANALISI SULLE OSSA DEI SANTI

 

 

Martedì 2 ottobre 2018, nella Sala Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, è stato presentato lo studio scientifico, attualmente ancora in corso, sulle ossa dei tre Santi maggiori della Diocesi di Milano: Ambrogio, Gervaso e Protaso.

 

Erano presenti all’incontro mons. Carlo Faccendini, abate parroco della Basilica di Sant’Ambrogio, Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina Legale dell’Università Statale di Milano, Elio Franzini, rettore dell'Università Statale di Milano, Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano.

 

Promosso dall’abbazia di Sant’Ambrogio per i 150 anni dal rinvenimento dei tre scheletri (gennaio 1864) e a 50 anni dall’ultima apertura della teca, in occasione della traslazione di Sant’Ambrogio in Duomo (1974), lo studio è stato condotto dall’Università degli Studi di Milano e dell’Unità Operativa di Radiologia Diagnostica per immagini e Interventistica dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano.

 

Il gruppo di ricerca, coordinato dalla professoressa Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina Legale dell’Università Statale e direttrice del Centro LabAnOf - Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, ha eseguito la ricognizione e l’esame antropologico dei resti di Ambrogio, Gervaso e Protaso, la valutazione dello stato di conservazione e le indagini radiografiche e Tac degli scheletri, un esame del sarcofago in porfido che ha contenuto i santi fino alla metà dell’Ottocento, ricerche d’archivio e storiografiche.

Le monache benedettine dell’Isola di San Giulio d’Orta (Novara) si sono occupate del restauro dei preziosi paramenti dei tre Santi; le suore del Monastero di Viboldone in San Giuliano Milanese (Milano) hanno restaurato i documenti cartacei, ritrovati all’interno dell’urna in cristallo e argento.

 

Il lavoro, iniziato alcuni mesi fa, ha prodotto i primi positivi risultati sia per la conoscenza dello stato conservativo dei tre Santi sia per la corrispondenza tra le loro agiografie e la realtà riscontrabile nell’esame anatomico degli scheletri.

Le indagini effettuate verranno integrate nei mesi a venire dal lavoro di altri laboratori dell’Università degli Studi di Milano e dei suoi collaboratori, in particolare per quanto riguarda le indagini genetiche e botaniche.

Grazie all’esame eseguito con la tac sarà inoltre possibile la ricostruzione tridimensionale del volto dei tre Santi.

 

Martedì 30 ottobre, l’Arcivescovo di Milano presiederà il Rito canonico di chiusura dell’Urna dei Santi nella Basilica di Sant’Ambrogio.

Venerdì 30 novembre, giorno del Battesimo di Sant’Ambrogio nell’anno 374, si terrà una prima giornata di studi per la presentazione al pubblico dei risultati conseguiti, mettendo a confronto i dati storici sulla loro sepoltura e le informazioni acquisite nel corso di questo intervento di conservazione e studio.

 

 

Risultato delle analisi

 

Nonostante le analisi di laboratorio siano ancora in corso, è tuttavia possibile fornire alcune importanti anticipazioni, sintetizzabili in quattro punti:

 

1) Per quel che riguarda lo stato di conservazione, le ossa “stanno bene” e non presentano alcun segno di degradazione attiva – dato suffragato dalle indagini microbiologiche.

Le indagini chimiche e fisiche hanno tra l’altro rilevato la presenza sui resti scheletrici dei prodotti applicati durante i restauri di epoche passate, oltre al bromo, elemento tipico della Porpora di Tiro – antico e prezioso colorante usato per tingere le vesti – e l’oro imputabili ai residui delle vesti con cui il Santo fu sepolto.

2) I resti di Ambrogio sono quelli di un uomo sano di circa sessant’anni, alto circa cm 170, con una brutta frattura alla clavicola destra che gli provocava dolori e difficoltà a muovere la spalla destra. È percepibile anche una marcata asimmetria del volto sotto le orbite, da attribuire forse a un esito traumatico ancora in corso di studio. Questi dati confermano quanto conosciuto dagli scritti di Ambrogio stesso e dal mosaico che lo ritrae nella piccola cappella di San Vittore in ciel d’oro.

3) Gli scheletri dei due Martiri sono molto simili tra di loro e suggeriscono una forte “parentela”: entrambi giovanissimi (tra i 23 e i 27 anni), alti oltre cm 180, robusti, con simili difetti congeniti alle vertebre.

Uno presenta segni di decapitazione e peculiari lesioni alle caviglie, forse da costrizione forzata, l’altro lesioni da difesa e fratture costali, oltre a segni sospetti di tubercolosi (ancora in corso di studio). Entrambi hanno fratture guarite di vecchia data su gambe e piedi, compatibili con la loro professione di militari.

4) Il sarcofago entro il quale furono conservate le ossa dei tre Santi dal IX secolo al 1864 è in porfido egizio e rappresenta un manufatto di età romana-tardoantica destinato in origine, quasi certamente, alla sepoltura di un membro della famiglia imperiale che aveva la sua sede anche a Milano.

 

 

 

 

Il gruppo di lavoro suddiviso per ambiti di ricerca

 

Ricognizione ed esame antropologico dei resti di Ambrogio, Gervaso e Protaso

Cristina Cattaneo, Davide Porta, LabAnOf, Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute

 

Valutazione dello stato di conservazione degli scheletri

Nicola Ludwig e Letizia Bonizzoni, Dipartimento di Fisica Applicata,

Silvia Bruni e Vittoria Guglielmi, Dipartimento di Chimica;

Francesca Cappitelli, Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente

 

Indagini radiografiche e TAC

Luca Sconfienza e la sua équipe – IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi

 

Esame del sarcofago in porfido che ha contenuto i santi fino alla metà dell’Ottocento

Fabrizio Slavazzi, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali

 

Ricerche di Archivio e storiografiche

Marco Petoletti, Università Cattolica di Milano

Miriam Tessera, Archivio Capitolare della Basilica ambrosiana

 

Alta sorveglianza scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Milano

Antonella Ranaldi, Annamaria Fedeli, Laura Paola Gnaccolini, Paolo Savio

 

Milano, 2 ottobre 2018

 

 

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