MEMORY AND CONTEMPORANEITY | Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia

Venezia
Sabato 13 Maggio 2017 - Domenica 26 Novembre 2017

 

 

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

 

  

VENEZIA - ARSENALE NORD - TESE 98-99

 

DAL 19 LUGLIO AL 26 NOVEMBRE 2017

 

MEMORY AND CONTEMPORANEITY

 

SI PRESENTA NEL SUO ORIGINALE ALLESTIMENTO

 

  

La mostra che riflette sul passato della Cina che diventa memoria artistica, culturale e spirituale, propone il progetto pensato per lo spazio veneziano.

 Alle Tese dell’Arsenale sono finalmente visibili le opere dei 17 artisti cinesi contemporanei che reinterpretano uno dei simboli della Cina e della sua storia millenaria, bloccate nello Sri Lanka, a seguito dell’incendio che aveva colpito il cargo che le stava trasportando.

 

 

 Dal 19 luglio al 26 novembre 2017, le Tese 98-99 dell’Arsenale nord di Venezia ospitano il nuovo allestimento della mostra Memory and Contemporaneity, evento collaterale della LVII Biennale d’Arte, promossa da The Palace Museum di Pechino e organizzata da Pegasus Media in collaborazione con First Italy Limited, a cura di Davide Rampello, Gianfranco Maraniello, Wang Yamin, Sun Jianjiun.

 

 

 Il nuovo percorso espositivo ricalca quello del progetto originariamente pensato per la sede veneziana, ma che era stato modificato per cause di forza maggiore.

 

Le oltre cinquanta opere dei 17 artisti cinesi contemporanei sono infatti rimaste bloccate per oltre due mesi nello Sri Lanka a causa dell’incendio che aveva colpito il cargo MSC “Daniela” che le stava trasportando in laguna.

 

Ora il pubblico può finalmente apprezzare i lavori di Xu Bing, Gu Wenda, Qiu Zhijie, Feng Lianghong, Song Dong, Sui Jianguo, Li Songsong, Song Ling, Leng Bingchuan, Zhu Bingren, Geng Xue, Peng Wei, Jiang Jian, Li Hongbo, Zhang Qikai, Li Mingwei, Shang Yang che, partendo dalla Città proibita di Pechino riflettono sul passato della Cina che diventa memoria artistica, culturale e spirituale.

 

  La rassegna si apre con un’installazione multimediale che, attraverso immagini e proiezioni, racconta la cultura cinese e uno dei suoi simboli più importante: la Città Proibita.

 

  Con Memoria e Contemporaneità si ha l’occasione di osservare i lavori di alcuni dei più importanti artisti cinesi della scena recente e, attraverso di essi, considerare quanto la loro tradizione culturale si apra, partendo dalla Città Proibita, a esiti non usuali per l’arte contemporanea.

 

Ecco quindi come le mura del palazzo imperiale possano fungere per Leng Bing Chuan da modello di tavole e matrici, o di immagini fotografiche per Li Ming Wei, assistere Xu Bing alla costruzione di paesaggi attraverso materiali di risulta, o per Song Ling mediante la tradizione calligrafica a china o per Zhang Qikai lo sperimentare di varie tecniche mediali.

 

L’abilità di lavorazione del rame porta Zhu Bing Ren a costruire forme metalliche che costituiscono una continuità con i paesaggi, le forme vegetali e con i luoghi della Città Proibita, mentre Song Dong edifica sculture di impianto architettonico mediante il reimpiego di oggetti, siano essi elementi lignei, telai di finestre o di letti e lampade.

 

Gli intrecci di capelli raccolti in ogni parte del mondo di Gu Wenda ricreano bandiere che fungono da elementi compositivi di un gigantesco quanto leggero palazzo dell’intera umanità, mentre l’attenzione ai materiali offre a Shang Yang l’opportunità di richiamare la memoria di luoghi e territori o di storie antiche, evocate da Geng Xue dall’animazione di figure in ceramica.

 

Sulla partitura di specifiche tecniche delle discipline artistiche cinesi, Peng Wei esercita diffusamente l’elaborazione personale di ricordi in relazione a grandi narrazioni, ad altri artisti e scrittori, a biografie e romanzi, così come Qiu Zhi Jie cerca di condensare in una sola mappa, in una sola immagine, l’intero universo.

 

L’analisi del mezzo o del materiale adottato, invece, porta Jiang Ji’an a lavorare con i temi di una certa eredità iconografica che s’incontrano in composizioni realizzare con tè, seta e altri materiali, mentre Li Hongbo, con le sue sculture, riesce a concepire molteplici modi di presentazione e Li Songsong, con i suoi dipinti, così carichi di pigmenti da divenire metafora stessa della memoria, lavora sulla capacità metamorfica dell’arte.

 

Nell’abdicare alla riconoscibilità dell’immagine, Feng Lian Hong si affida nei suoi dipinti all’astrazione e alla sfumature nella monocromia di svelare una condizione spirituale, così come Sui Jian Guo sperimenta con le sue sculture diverse tecniche di fusione.

 

  

Il lascito della cultura cinese diventa risorsa ereditata da cinque maestri del design italiano, messi nelle condizioni di esperire creatività e ingegno a contatto non solo con temi e linguaggi di quell'arte, ma anche con la materia in cui storicamente si manifesta: legno, seta, ferro, ceramica. Da queste interazioni, che tracciano un ideale legame tra Venezia e la Cina, nascono la sedia di Antonio Citterio, la lampada di Michele De Lucchi, la poltrona di Stefano Giovannoni, la madia di Piero Lissoni, il tavolo di Italo Rota, opere accompagnate dai video in bianco e nero che raccontano il backstage delle loro creazioni.

 

 

 Che cosa significa oggi riflettere sull’arte contemporanea cinese in relazione al valore della memoria? – si domanda Wang Yamin, vicedirettore del Palace Museum - Naturalmente, si tratta di una questione importante che ci spinge a comprendere il valore della civiltà cinese. La città di Pechino è il simbolo dell’eterogeneità e della ricchezza del patrimonio culturale cinese. Ed è proprio dalla capitale che prende vita il progetto di esposizione “Memory and Contemporaneity”. Nel contesto della Città Proibita, uno dei importanti istituti culturali della storia della Cina, si sta attualmente aprendo uno spazio di ricerca dove, a partire dalle collezioni e dagli archivi del Palace Museum, è stato chiesto a un gruppo di artisti contemporanei cinesi di riflettere sull’arte contemporanea in relazione al culto della memoria”.

 

“Dopo tanti anni - ricorda Davide Rampello - in cui gli artisti cinesi hanno guardato alle suggestioni che gli provenivano dal mercato americano, sono ritornati a gettare il loro naturale sguardo verso ovest, verso l’Europa. Questo fatto coincide con una volontà politica espressa dal presidente cinese Xi Jinping, ma che risponde a un preciso riferimento culturale, ovvero a una relazione che lega Venezia alla Cina e la Cina a Venezia, da considerarsi come tappa finale della via della seta”.

 

La mostra riflette sul valore e sul destino dell’arte nella Cina odierna. Infatti, negli ultimi decenni, l’arte cinese contemporanea ha visto l’affermazione di un’importante generazione di artisti e la nascita di nuove gallerie e di collezionisti; a questi si aggiunge la repentina creazione di musei e di formidabili accademie e università che stanno favorendo un ampio pubblico, informato e consapevole.

 

Come afferma Gianfranco Maraniello, “Memory and Contemporaneitynon è solo l’occasione di osservare i lavori di alcuni dei più interessanti artisti cinesi della scena recente, ma è il tentativo di considerare più profonde radici in una tradizione culturale che, a partire dall’immaginario della Città Proibita, si apre a valori non omologati per l’arte contemporanea”.

 

  

Catalogo in mostra.

 

 

Venezia, luglio 2017

 

  

MEMORY AND CONTEMPORANEITY

 

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

 

Venezia, Arsenale Nord - Tese 98-99

 

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017

 

Orari:

 

dal martedì alla domenica, 10.00 - 18.00 

 

Chiuso il lunedì (escluso lunedì 14 agosto, 4 settembre, 30 ottobre e 20 novembre)

 

Ingresso: libero

 

  

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