KEROUAC. BEAT PAINTING

Gallarate (VA) Museo MA*GA
Domenica 3 Dicembre 2017 - Domenica 22 Aprile 2018
Allegati: 

 

AL MUSEO MA*GA DI GALLARATE (VA)

DAL 3 DICEMBRE 2017 AL 22 APRILE 2018

LA PRIMA GRANDE MOSTRA

 

DEDICATA ALL’ATTIVITÀ PITTORICA E GRAFICA DI

JACK KEROUAC
 

Attraverso 80 opere, tra dipinti e disegni, la rassegna presenta un lato finora poco esplorato e inedito in Italia del padre della Beat Generation.

Il percorso espositivo si arricchisce di fotografie di Robert Frank ed Ettore Sottsass, materiale documentario storico e un progetto di Peter Greenaway, oltre a un’intervista ad Arnaldo Pomodoro pubblicata in catalogo, che rievoca la sua esperienza alla Stanford University, in California, del 1966.

 

 

 

Dipingo solo belle cose. Uso vernici da pareti e colla, uso il pennello e le

 punte delle dita. In pochi anni potrei diventare un pittore di primo piano. Se lo

voglio. E quando potrò vendere i mie dipinti potrò comperarmi un pianoforte e

comporre musica. Perché la vita è una noia

 

Jack Kerouac, October 10, 1956, Mexico City

 

 

Dal 3 dicembre 2017 al 22 aprile 2018, il MA*GA di Gallarate ospita una grande mostra dedicata all’attività pittorica e grafica di Jack Kerouac, una delle icone letterarie del XX secolo.

La rassegna, curata da Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella, è organizzata dal MA*GA con il Comune di Gallarate, con il sostegno di Ricola, Heritage Art Foundation e Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Rivellino LDV, Locarno (CH).

L’esposizione, dal titolo Kerouac. Beat Painting, presenta 80 tra dipinti e disegni, in gran parte esposti per la prima volta in Italia, capaci di proiettare una luce del tutto inedita sull’attività artistica del padre della Beat Generation. In particolare, verrà analizzato il suo labirintico processo creativo e le sue relazioni con la tradizione della cultura visiva americana, con gli altri autori del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs e i maestri della pittura informale e della Scuola di New York che Kerouac iniziò a frequentare dalla seconda metà degli anni cinquanta del secolo scorso.

La forza di queste opere risiede soprattutto nell’identità totale che Kerouac seppe condensare tra vita, produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.

Sarà un’occasione unica per ammirare le opere di Kerouac, finora esposte in solo alcuni selezionati musei come il Whitney Museum of American Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi e lo ZKM di Karlsruhe e rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), città natale dello scrittore, all’interno del lascito testamentario gestito dal cognato, John Sampas, e in seguito ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino LDV, Locarno (CH).

Il percorso si articolerà in differenti nuclei in grado di sviluppare riflessioni che intrecciano la vita e la poetica di Kerouac, dai ritratti di personaggi famosi quali Joan Crawford, Truman Capote, Dody Muller o il Cardinal Montini ai riferimenti alla cultura beat, da Robert Frank a William S. Burroughs.

La mostra approfondirà inoltre le relazioni tra Kerouac e l’Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac e sarà arricchita da un progetto inedito di Peter Greenaway dedicato proprio a Kerouac.

Una speciale sezione video amplierà gli orizzonti culturali dell’evento, con la proiezione dell’intervista di Fernanda Pivano a Jack Kerouac, per gentile concessione di Rai Teche e di Pull My Daisy (1964), il cortometraggio (30 min.) sceneggiato da Kerouac, diretto da Robert Frank e Alfred Leslie, e recitato da alcuni protagonisti della Beat Generation, quali Allen Ginsberg e Gregory Corso.

Considerato uno dei fondatori della Beat Generation, Jack Kerouac rappresentò il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni quaranta sconvolse e scandalizzò i valori della società degli Stati Uniti e dell’Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente. Davanti alla borghesia che aveva saputo creare i solidi presupposti del rinnovamento post bellico, egli prefigurò la liberazione culturale e sessuale e un nuovo modello di vita che avrebbe portato, globalmente, la gioventù alla rivoluzione degli anni sessanta.

Rigettando gli ideali tecnologici del dopoguerra i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen, Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che poi sarebbe sfociata nel movimento Hippie, nell’opposizione alla guerra del Vietnam e nella ‘tre giorni di pace e musica rock’ di Woodstock.

Oltre alla dimensione espositiva, assume uno specifico rilievo anche una pubblicazione scientifica edita da Skira, che rilegge in modo complessivo l'opera pittorica di Kerouac.

Apre il libro un saggio di Sandrina Bandera dedicato alle fonti e alle relazioni con la storia dell'arte europea nel percorso di formazione dell'artista. La seconda parte del catalogo è dedicata all'importanza della dimensione del sacro, dalla tradizione cattolica alla cultura buddista, nell'opera di Kerouac, principalmente attraverso il contributo critico di Stefania Benini.

Seguono alcuni saggi dedicati a diversi aspetti della cultura Beat: Franco Buffoni affronta la storia e i rapporti con la cultura italiana e la contemporaneità, Virginia Hill approfondisce i nessi con la moda anni sessanta ed Enrico Camporesi parla di cinema e suono.

La quarta sezione, introdotta da Francesco Tedeschi, si occupa più specificatamente delle relazioni tra Kerouac e la cultura artistica a New York tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei sessanta: dall'espressionismo astratto al jazz.

Completa la pubblicazione, una testimonianza di Arnaldo Pomodoro sulla Beat Generation raccolta da Ada Masoero e una biografia ragionata di Jack Kerouac messa in parallelo ai grandi eventi storici e culturali che coinvolsero e sconvolsero gli Stati Uniti e l’Europa di Stefania Benini, della Saint Joseph's University, Philadelphia.

Gallarate, ottobre 2017

 

KEROUAC. BEAT PAINTING

Gallarate, Museo MA*GA

3 dicembre 2017 – 22 aprile 2018

 

Inaugurazione: sabato 2 dicembre ore 18.30

Sede

Museo MA*GA
Gallarate, Via E. de Magri 1
Tel. +39 0331 706011
info@museomaga.it
www.museomaga.it

Come arrivare

Il museo è facilmente raggiungibile:

in auto - A8 da Milano, A9/A36 da Como e Chiasso uscita Busto A., SS36 direzione Malpensa uscita Gallarate; parcheggi gratuiti adiacenti al Museo

in Treno - da Milano Garibaldi/Centrale – Gallarate

in Aereo - il museo è a pochi minuti da Milano Malpensa (collegamenti bus per Gallarate)

 

Orari

Lunedì chiuso

Martedì-venerdì, 9.30|12.30 - 14.30|18.30

Sabato e domenica, 11.00|19.00

E’ possibile visitare la mostra anche il lunedì e dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30 solo su prenotazione:  Tel. +39 0331 706091 - progettispeciali@museomaga.it;  +39 0331 706031 - mostre@museomaga.it

Ingressi

€ 7,00 intero;

€ 5,00 ridotto per studenti fino ai 26 anni, over 65, tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano e residenti in Gallarate;

Gratuito per i minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore , accompagnatore del disabile; dipendenti MiBACT; accompagnatori e guide turistiche Regione Lombardia, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI; giornalisti accreditati, giornalisti con tesserino in corso di validità.

 

Catalogo: Skira

Ufficio stampa MA*GA

CLP Relazioni Pubbliche,  Anna Defrancesco |

Tel. +39 02 36755700  -  anna.defrancesco@clponline.it - www.clponline.it

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